Conversazioni con una fuorisede a Firenze

Categorie diari di viaggio

Foto di Elisa Boetti

 

Quando la Ludo mi ha detto che sarebbe andata a studiare a Firenze, credo di esser rimasta col biscotto a mezz’aria e la tazza di caffè traballante fra le mani, nel nostro solito bar a Bologna.

Ricordo la gioia di condividere quella che sapevo era la scelta giusta; e la trepidazione, l’attesa prima del trasloco. Gli scatoloni, le pulizie preventive, la conoscenza delle coinquiline qualche mese più tardi. Anni dopo sono entrata all’Università di Pisa, e i chilometri che ci separavano non erano più così tanti. Ciononostante, le occasioni di andarla a trovare in una delle città più belle d’Europa si sono rivelate, stranamente, rare. Ma quando accadeva, quando davvero salivo sul regionale Pisa Centrale-Firenze SMN e me ne restavo seduta per un’ora e mezza a guardare il paesaggio toscano sfilare fuori dal finestrino (potrei recitarle a memoria, quelle fermate, Pontedera, San Miniato Fucecchio, Empoli, Signa, Rifredi… e la campagna trasandata, un po’ malinconica, che sfuma improvvisamente nei viali alberati e nei palazzi eleganti davanti ai binari di Santa Maria Novella) – allora mi inoltravo in una Firenze del tutto nuova, la Firenze di chi ci abita, che è sempre diversa da quella di chi, come me, ne vede i contorni di sfuggita nel breve lasso di tempo del cambio treno nel tragitto Faenza-Pisa. Solo un pomeriggio ho esplorato Firenze in solitaria, alla ricerca di un vinile di Bob Dylan per il mio ragazzo, girovagando fra negozietti di dischi. Le giornate con la Ludo erano dense di scoperte inaspettate; come la sera dopo la mia laurea, la sera dei coccoli fritti al Mostodolce e del Duomo illuminato. Ma queste fugaci scoperte non sono certo abbastanza per potermi definire esperta di una città complessa e sfaccettata come Firenze; per questo ho pensato che la cosa migliore fosse presentarla attraverso gli occhi di chi forse la vive più intensamente di chiunque altro – una studentessa fuorisede, come lei.

D. Ricordo che da piccola dicevi di non voler lasciare Bologna. Poi sei entrata a medicina a Firenze. Cosa ti ha spinto, soprattutto, a fare il grande passo?

R. Per la verità la maggiore spinta è stato proprio il mio sogno di diventare medico: sono stata messa con le spalle al muro dal test nazionale, o medicina a Firenze o nulla. In realtà col tempo, fra gli affetti trovati a Firenze e l’esperienza della vita da fuorisede in una città così completa e affascinante, mi sono convinta che vivere nel capoluogo toscano fosse la scelta giusta, tanto che quando ho avuto la possibilità di tornare a Bologna (per via della questione “bonus di maturità”) l’ho rifiutata. Ancora oggi ringrazio quel giorno!

D. Cosa ti ha colpita di più del cambiamento d’ambiente? Cosa c’è di diverso fra il modo di sentire e di vivere bolognese e quello fiorentino?

R. E’ difficile per me fare un paragone obiettivo tra le due città, in quanto la prima rappresenta tutta la mia infanzia, adolescenza e la vita con la mia famiglia, mentre la seconda è la città che ho scelto per la mia formazione, per il mio diventare adulta e quindi per me stessa. Sicuramente a Bologna trovo un ambiente conosciuto, dove ho ricordi quasi in ogni strada del centro storico; nonostante sia la città universitaria per eccellenza io la vivo più come un porto sicuro, come un faro, e sento ormai di conoscerla come le mie tasche. Firenze, invece, è per me ancora tutta da scoprire e mi intriga seguire il mio percorso universitario e personale di pari passo con la scoperta di questa città. In verità lo stile di vita, per quanto mi riguarda, è abbastanza simile, ma ciò che credo mi abbia colpito di più sia l’essere stata catapultata in una realtà che, seppur paragonabile a Bologna per dimensioni, ha un flusso turistico nettamente superiore per via dell’immenso patrimonio artistico. È proprio in questo che percepisco una notevole diversità: certo Bologna trasuda cultura, ma a Firenze vi è la massima espressione artistica italiana e il fatto di vivere in una delle più importanti mete turistiche della penisola è ciò che davvero ha rappresentato il maggiore cambiamento per me.

D. Parlami di un tuo luogo del cuore a Firenze.

R. Uno dei miei luoghi del cuore è la Biblioteca delle Oblate. È un ex convento adiacente al Duomo, ora adibita appunto a biblioteca e aula studio. Purtroppo essendo in centro non posso passarvi tanto tempo quanto desidererei, ma il motivo per cui rimarrà nel mio cuore è il clima che vi si respira: le aule sono ricavate in antiche stanze dagli alti soffitti a cassettoni, gli spazi esterni sono loggiati che si affacciano sul cortile interno, e all’ultimo piano si trova attualmente un bar le cui pareti sono vetrate affacciate sulla cupola di Santa Maria del Fiore. In questo luogo godo di una concentrazione e una pace immensa, e mi trovo immersa nella Firenze antica, apprezzando le sue meraviglie da vicino; riesco così a conciliare lo studio e la contemplazione di questa splendida città.

D. Come passeresti un tipico venerdì o sabato sera a Firenze?

R. Il tipico venerdì o sabato sera inizierebbe nel dopocena con una passeggiata intorno al Duomo per raggiungere Eby’s, piccolo locale nel cuore del centro storico famoso per gli shottini; questi sono sicuramente cari (4 euro circa), ma particolarissimi e serviti da un proprietario altrettanto singolare (dà precise istruzioni su come bere il cicchetto servito e trova la filosofia dietro ogni sua “creazione”). La serata proseguirebbe poi con un giro in Santa Croce per raggiungere il Red Garter, locale stracolmo di americani ma divertentissimo dove si può ballare musica commerciale o esibirsi al karoke. In alternativa molti miei amici apprezzano l’Uncle Jimmy’s, un Irish pub caratterizzato dal soffitto tappezzato di reggiseni lasciati dalle turiste in visita. Se invece si volesse cambiare genere di serata e passarla in discoteca, si potrebbe fare tappa allo Yab, dove il mercoledì si tiene la serata Erasmus, al Babylon o, se si cerca un ambiente più alternativo, con musica dal vivo e musiche popolari italiane, alla FLOG (fuori dal centro).

D. Dove devo andare se voglio mangiare come gli abitanti di Firenze?

R. La scelta migliore sono le trattorie, che propongono cucina tipica toscana: sicuramente mi sento di consigliare l’Antica Trattoria da Tito, in via San Gallo, ma classici sono anche l’Brindellone (prenotare in anticipo!) e l’Osteria del Cinghiale Bianco (il loro sugo di cinghiale è uno dei migliori). Queste sono solo alcune delle tante, in generale è bene evitare i ristoranti turistici in pieno centro e avventurarsi nei vicoletti, che riservano le migliori sorprese culinarie. Se si vogliono mantenere i sapori toscani ma con un tocco in più consiglio invece Lungarno 23, ristorante romantico sull’Arno che propone hamburger di chianina conditi nei modi più svariati, o Napoleone in Piazza del Carmine, che esalta i sapori tipici fiorentini (e non solo) con ottimo tartufo.

D. Cosa dovrebbero sapere di Firenze i turisti che invece non sanno?

R. I turisti spesso non possono apprezzare particolari di Firenze che i fiorentini (nativi o adottati) hanno invece modo di conoscere; uno dei miei posti non turistici preferiti è il giardino dell’Orticoltura, fuori dal centro e proprio dietro casa mia. Questo è un bellissimo parco con vista spettacolare sulla cupola di Santa Maria del Fiore, che in primavera ospita anche la fiera dei fiori. Goiello del luogo è una imponente e splendida serra, prima nel suo genere in Italia, costruita nella seconda metà dell’Ottocento. In generale ciò che consiglierei ai turisti è di uscire dal mero centro storico: certo qui si trovano le attrazioni principali, ma un giro per i colli di Fiesole oppure appunto per i gioielli disseminati nella città li lascerebbe comunque sorpresi e appagati.

D. Luoghi comuni da sfatare?

R. Il principale luogo comune da sfatare è il caratteraccio dei fiorentini: è vero che spesso appaiono bruschi a pelle, ma in realtà si tratta spesso solo di semplice schiettezza. Per quanto mi riguarda, per fortuna ho incontrato un sacco di fiorentini che, sia in ambito professionale che non, si sono dimostrati estremamente gentili e disponibili.

D. Come passare al meglio le fredde giornate invernali e gli afosi pomeriggi estivi?

R. Il miglior modo per passare i freddi pomeriggi invernali è, a mio parere, munirsi di cappotto e spirito natalizio e recarsi a Santa Croce, dove ci si può scaldare con il vin brulé camminando per i famosi mercatini di Natale; da qui, se il freddo diventa irresistibile, ci si può rifugiare in uno dei tanti piccoli locali della zona.
Per quanto riguarda invece gli afosi pomeriggi d’estate io consiglio la piscina: la più famosa è quella delle Pavoniere, all’interno del parco delle Cascine. Se invece si cerca qualcosa in zona Careggi, la più modesta piscina della FLOG è perfetta.

D. Quando e in che modo vivere in una città così turistica complica la vita di tutti i giorni?

R. Vivere in una città turistica sicuramente ha dei risvolti negativi: camminare per le vie del centro risulta quasi impossibile nei weekend, la città è come paralizzata, i negozi e i ristoranti stracolmi. Per non parlare poi della possibilità di trovare parcheggio: questo era arduo già a Bologna, ma a Firenze ci si riduce a lasciare le macchine parcheggiate sulle curve o sulle strisce pedonali. Bisogna insomma fare i conti con un’affluenza molto maggiore (conviene quindi spostarsi con i mezzi pubblici e prenotare sempre musei, ristoranti ecc).

D. Come ti senti camminando per le strade di uno dei luoghi più celebri e celebrati al mondo? Quanto influisce sulla qualità della vita il fatto di abitare in un posto così bello? Ti è facile continuare a percepire il bello attorno a te nonostante la probabile “assuefazione”?

R. Io di Firenze mi sono innamorata. Ancora dopo cinque anni mi stupisco della bellezza del Duomo, della vista da Piazzale Michelangelo, del patrimonio artistico degli Uffizi e delle Gallerie dell’Accademia. Essere immersi nella cultura e nella bellezza non è cosa nuova per me, reputo una città splendida anche la mia amata Bologna, ma con Firenze è come se tutto fosse amplificato, come se i miei sensi captassero sensazioni di gran lunga maggiori, forse appunto per via di quella “cassa di risonanza” che è l’enorme patrimonio artistico e architettonico della città. Sicuramente il fatto di vivere in un luogo che ti offre tantissimo, dal punto di vista gastronomico, culturale e dell’intrattenimento, rende molto più facile e interessante la vita di una studentessa fuorisede, ma ciò che preferisco di questa città è il fatto che offra tutto ciò mantenendo dimensioni contenute: non risulta dispersiva come Milano o Roma, è a portata di mano come Bologna. Ciò permette di unire il clima intimo, contenuto di una città di tali dimensioni alle opportunità di svago e cultura che caratterizzano invece le grandi città.

57 commenti su “Conversazioni con una fuorisede a Firenze

  1. Ciao Margherita, grazie per questo post! Firenze è la città italiana che ho visitato più spesso e che sto più o meno valutando per potermici trasferire un giorno. Suggerimenti segnati, a Firenze si trova sempre qualcosa di bello e di nuovo da fare per ogni stagione. Io mi sono trovata benissimo anche a girarla in bici!
    Un saluto,
    Fiorella

  2. Firenze è semplicemente stupenda! L’antica Trattoria da Tito…mmm ho l’acquilina In bocca!
    Immensa, meravigliosa Firenze!

  3. Intervista molto molto carina. L’ho letta tutta d’un fiato. E’ la bella testimonianza di una giovane local che mantiene ancora intatto lo stupore e l’amore per quello che la circonda. Bello!

  4. La vita spesso ci mette dinanzi a delle scelte complicate…non è semplice ‘abbandonare’ il paese d’infanzia’ ma è pur vero che resterà per sempre nel nostro cuore ovunque noi andiamo.

  5. Sono livornese ed ho studiato a Firenze ma ahime da pendolare perché i costi delle stanze erano troppo elevati…la Firenze da fuori sede è meravigliosa, io solo la vivevo quando rimanevo a dormire da qualcuno ed era fantastica!capisco totalmente quei viaggi in treni..

  6. Quando andai a Firenze, anni fa, rimasi incantata dalla sua bellezza ma la visitai da turista. Adesso, dopo aver letto questa intervista, potrei farlo più da viaggiatrice che trae ispirazione dai consigli della gente del posto.

  7. Cambiare città per la prima volta nella propria vita, quando si è ragazzi: un’esperienza che rimane impressa, e segna tutti i viaggi a venire….per me è stata Roma la “seconda casa” dopo Milano, anche se ho iniziato a viaggiare da sola a 15 anni. 🙂

  8. Che simpatico racconto, una Firenze vista da una persona che l’ha scelta! bell’idea. In effetti fra Firenze e Bologna non saprei nemmeno io quale scegliere, entrambe bellissime città, entrambe città a misura d’uomo. Grazie per le dritte, la prossima volta che andrò a Firenze mi sono già segnata i posti 🙂

  9. Un’intervista bellissima! Una chiacchierata di quelle che andrebbero condivise più spesso, soprattutto per regalare una testimonianza anche a chi, come me, non si è mai mossa dalla propria città!

  10. Firenze è, a mio parere, una delle più belle città del mondo in cui si ha la.possibilità di respirare la bellezza a pieni polmoni.
    Mi piacerebbe visitarla.
    Mayad

  11. Bellissima quest’intervista. E’ fatta con il cuore. Mi hai fatto venir voglia di visitare Firenze visto che non ci sono ancora stata . Devo rimediare al più presto.

  12. bella questa intervista! lasciare la propria città natale non è semplice, però sono esperienze che arricchiscono molto!

  13. Quanti consigli utili per visitare Firenze un po’ meno da turista integrandosi con i fiorentini. Andrò presto a Firenze e seguirò certamente i tuoi consigli, specialmente quelli sui locali.

    1. Ti consiglio allora di tornarci con più calma, perché merita di essere girata anche andando a zonzo e perdendosi nei vicoletti del centro 🙂

  14. Innanzitutto complimenti per il blog! Conosco bene quella sensazione della “tazza traballante” tra le mani quando un’amica se ne va. E la difficoltà dell’incontrarsi. Ma una città bellissima come Firenze può solo ospitare un’amicizia grande come la vostra. Un abbraccio a tutte e due.

    1. Grazie mille per questo bel commento, Simona 🙂 per fortuna è un’amicizia che non romperà certo la distanza! 😀 <3

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