Piccolo manuale di sopravvivenza a un inverno romano

Categorie diari di viaggio

Finalmente ci sono tornata. Perché Roma è una di quelle città dove, prima o poi, si vuol sempre tornare.  Magari per provare quel ristorantino che dicono fa la gricia migliore del mondo; per sentirti di nuovo come ti senti solo a Roma, come se una voce fuori campo dovesse iniziare a cantare That’s Amore da un momento all’altro, come se la città fosse un tappeto rosso steso sotto i tuoi piedi e la gente ti salutasse con la mano; o forse semplicemente per tornare, per rivedere la fontana di Trevi e ricomprare il gelato proprio in quel posto lì, dove l’ultima volta ti aveva fatto schifo però pazienza, hai mangiato il gelato seduto sul bordo della fontana ed è quello che paghi, in realtà.

(Ora sul bordo non ci si può più sedere; c’è una sbarra di ferro a due metri almeno dalla fontana e nessuno ci si avvicina più. Eppure mi ricordo ancora di quando in gita di classe ci siamo fatte fare la polaroid tutte insieme assiepate lì, a pochi centimetri dall’acqua). Roma è un film anni Cinquanta, e non riesci a credere alla quantità di angoli che sembrano usciti direttamente da un cartone animato vecchio stile, dove i panni sono stesi ad asciugare su fili tesi da una finestra all’altra.

Sì, lo so, un mucchio di stereotipi, ma in questi quattro giorni scarsi io ho avuto bisogno di costruirmi una piccola calotta anti-problemi, e Roma si presta bene perché è un po’ quello che uno vuole che sia. Si vede però che dove andiamo noi portiamo clima avventuroso, clima artico anzi, perché siamo incappati proprio nei giorni più freddi che abbiano mai avvolto Roma da sette-otto anni a questa parte; giorni di pioggia e vento tagliente. Ma aprire gli occhi al mattino e intravedere la neve sui tetti, sui fichi d’India, sulla bicicletta del ristorante sotto casa, su ogni cosa, quello è valso più di un gelato alla fontana di Trevi.

Certo, la neve a Roma è decisamente insolita e (insieme forse al freddo più freddo che abbia mai provato in vita mia), ha portato con sé non pochi disagi e cambi di programma; ma restare senza cose da fare in questa città è impossibile. Perciò, ecco a voi un piccolo manuale di sopravvivenza a questa atipica ondata di gelo nella Città Eterna, casomai doveste andarci fra poco o doveste purtroppo o per fortuna trovarvi in una situazione simile.

PS: dico “per fortuna” a ragion veduta: il vantaggio del maltempo è che grazie a lui si scoprono luoghi e persone che altrimenti non si sarebbero mai incontrati. Come cantava la grande Ella, in fondo, Into Each Life Some Rain Must Fall.

  • Salire sull’Aventino e ammirare i tetti di Roma avvolti dalla nebbia


    Vi consiglio caldamente di entrare anche nella Basilica di Santa Sabina, una delle chiese più misteriose in cui abbia messo piede. Forse era il temporale fuori, forse il frate interamente biancovestito con tanto di cappuccio che si aggirava silenzioso lungo le navate, o forse il fatto che l’intera costruzione era immersa nella penombra e non c’era nessun altro turista, ma vi assicuro che, da agnostica-più-verso-l’ateismo quale sono, qualche brividino l’ho sentito.

    Se poi volete proprio strafare, andate anche a sbirciare dalla famosa serratura in Piazza dei Cavalieri di Malta, ne vale la pena.
  • Fare uno spuntino con la quiche di Dispensa

Stremati dalla pioggia battente, dal Cimitero Acattolico chiuso e dal freddo che ci entrava nelle ossa, siamo entrati a caso in questo localino e ne sono molto felice. Abbiamo fatto merenda con la quiche più buona mai assaggiata in vita mia, osservando i passanti dalla vetrata a parete.

  • Visitare Palazzo Spada e vedere la finta prospettiva di Borromini
    Ecco un altro ottimo rimedio al gelo polare: una visita alla meravigliosa collezione di Palazzo Spada. Alle pareti tappezzate di quadri dal soffitto fino a terra si trovano anche opere di Rubens, Caravaggio, Bruegel e Tiziano. Tutti i quadri sono numerati, e un apposito opuscolo vi guiderà alla loro scoperta. Ma la vera meraviglia si trova nel cortile interno: un colonnato, opera di Francesco Borromini, che sembra misurare all’incirca 37 metri mentre è in realtà lungo solo 8. La cosa più spettacolare è però la statua situata sul punto di fuga dell’architettura, statua che pare davvero gigantesca mentre in realtà è solo di 60 centimetri. Acquista ancora più significato la celebre frase de La Grande Bellezza: “È solo un trucco.”

  • Scovare le librerie indipendenti


    Quando a Roma piove, non c’è niente di meglio che girare per le piccole librerie disseminate per tutto il centro storico. Le mie preferite? La Libreria del Viaggiatore in Via del Pellegrino 165, vera e propria perla per gli appassionati di letteratura di viaggio; minimum fax in Via della Lungaretta 90e; Libreria Tara in Piazza del Teatro di Pompeo 41 (dove si trovano scatole e scatole di libri usati e dove ho pescato un Einaudi in ottime condizioni per soli 5 euro); dulcis in fundo, Altroquando in Via del Governo Vecchio 82, punto di riferimento imperdibile per i lettori curiosi.
La Libreria del Viaggiatore

 

Libreria Tara

 

  • Ripararsi sotto la volta del Pantheon (che non ha bisogno di presentazioni) e quella della Galleria Sciarra, passaggio pedonale e cortile privato aperto al pubblico durante il giorno
  • Andare alla ricerca di Caravaggio nelle chiese cittadine.
    In San Luigi dei Francesi, ad esempio, a due passi da Piazza Navona, si trovano tre fra i quadri più belli dell’artista milanese: il Martirio di San Matteo, San Matteo e l’angelo e il mio preferito, la Vocazione di San Matteo. Non fate i tirchi e privatevi di una monetina per vederli illuminati: è uno spettacolo che lascia senza fiato.
  • Salire sul Gianicolo a fare gli innamoratini o, alternativamente, a visitare il Tempietto di San Pietro in Montorio (purtroppo chiuso per via del ghiaccio… ma è bello anche solo sbirciarlo dalla cancellata)
  • Girare col naso all’insù per le stanze di Villa Farnesina.
    Di solito non sono grande amante di palazzi opulenti e dimore sfarzose, ma Villa Farnesina merita davvero una visita, non foss’altro che per i meravigliosi affreschi di Raffaello che ne decorano le pareti.
  • MANGIARE!!
    E vabbè, qui gioco in casa perché i ristoranti sono probabilmente la prima cosa su cui mi informo quando visito una città (è una cosa un po’ triste lo so…). Assicuratevi di provare almeno un ristorante del Ghetto ebraico (noi siamo stati da Ba’ Ghetto Milky, dove abbiamo gustato un fantastico carciofo alla giudia); e poi, se siete in zona, fate un salto a Trastevere e starete sul sicuro. Quelli dove siamo stati noi, Otello e Tonnarello, sono per quanto mi riguarda superconsigliatissimi: ho mangiato la carbonara più buona della mia vita in entrambi. Il limoncello offerto a fine pasto poi, è d’obbligo.
  • PerdersiUn ultimo consiglio, da viaggiatrice lenta quale sono: non abbiate fretta.

    Roma va assaporata.

    Respirate, fermatevi a chiacchierare, guardate il gatto che attraversa la strada. Va tutto bene. Siete a Roma.

58 commenti su “Piccolo manuale di sopravvivenza a un inverno romano

  1. Hai descritto molto bene la mia amataodiata città! Alcune cose sono cambiate ma non quanto a evoluzione: fa più freddo d’inverno e Fontana di Trevi è giustamente ma tristemente transennata. Qualche cambiamento in più non le farebbe male. Ma quanto è bella…

    1. Ciao Roberta, grazie per il tuo commento! E’ interessante il tuo punto di vista, sicuramente vivere a Roma non è come passarci transitoriamente da turista… Però certo è assurdamente bella <3

  2. Che meraviglia questo post. Da romana espatriata mi hai fatto sorridere e commuovere. Roma è difficile ma straordinaria, e anche se alle volte è impossibile da vivere sa mancare come se fosse aria! Grazie per avermi fatto sentire un po’ a casa 🙂

  3. Palazzo Spada è al primo posto nella mia lista di posti che voglio visitare la prossima volta che verrò a Roma! Mi attira tantissimo e mi hai confermato che ne vale la pena

    1. Sì, vale davvero la pena! Tra l’altro mi sembra che l’ingresso costi tipo 2 o 3 euro, insomma una cifra davvero simbolica 😀

  4. Ma quant’è bella Roma!!?? Commento scontato ma dopo aver letto il tuo post tutto d’un fiato e visto le foto è la prima cosa che mi viene da dire. Devo andare anch’io a sbirciare da quella serratura!

  5. Hai avuto una bellissima idea..
    Peccato essere stata a Roma lo scorso inverno 🙁
    Comunque le tue foto mi piacciono moltissimo 🙂

    1. Grazie davvero, questo sì che è un complimento! In Arco degli Acetari abbiamo pernottato, siamo stati fortunatissimi! <3

  6. Ciao! Anche da noi a Napoli quest’anno ha nevicato: insolito ma di una bellezza enorme. Complimenti per l’articolo 😉

  7. Devo dire che vedere Roma con la neve deve essere davvero magico! E comunque nonostante ci sia stata molte volte vedo che ci sono diverse cose che hai citato che non ho mai visto, come ad esempio Palazzo Spada. Ma a Roma ci si può davvero tornare cento volte senza vedere le stesse cose!

  8. Questo post è stupendo e lo dico da romana nata e cresciuta a Roma! Adesso vivo all’estero da 4 anni, ma appena posso mi lancio alla scoperta di nuovi luoghi o faccio una passeggiata in centro. Hai proprio ragione, Roma va assaporata 🙂

  9. Che nostalgia di Roma mi hai fatto venire! Vederla con la neve poi deve essere una sensazione stranissima. Ecco, adesso ucciderei per una gricia fatta come si deve!

  10. Quest’inverno la neve di Roma ha monopolizzato quotidiani e tg! In effetti è stato un evento insolito e per certi aspetti poterlo vedere di persona sarà stata un’esperienza da ricordare. Roma comunque è sempre Roma, in qualsiasi stagione dell’anno!

    1. Sì, in effetti ora posso dire che ho visto la neve a Roma che non è da tutti, eheh! Ma è meravigliosa sempre 🙂

  11. Che bello questo tuo racconto di una Roma innevata, è così insolito vederla sotto queste vesti che immagino che impressione meravigliosa faccia vederla dal vivo così. E’ una città stupenda in qualsiasi stagione e i suggerimenti che hai dato per poterla vedere anche quando il tempo non è dei migliori mi piacciono un sacco 😀

  12. Anche per me tornare a Roma è sempre come fare una gita! La prima volta che ho messo piede nella capitale fu nel 2003 ho splendidi ricordi!
    Ora almeno ogni 2 anni cerchiamo di tornare anche con la bimba!
    vicino al Pantheon ricordo di aver mangiato una focaccia romana con mortadella una vera delizia!!!!

  13. A me piace nelle mezze stagioni, ma sono rammaricata di non averla vista con la neve: deve essere uno spettacolo unico vedere il manto bianco sulle rovine romane.

  14. Certo non dev’essere stato facile girare per Roma coperta di neve. Ma sembrate molto ben strutturati per farlo senza perdervi d’animo perchè le cose che avete visto e fotografato sono davvero splendide. Frequento Roma per lavoro 1 o due volte al mese, ma quando ho tempo finisco sempre per vedere le stesse cose. Userò questo post per vedere e fare qualcosa di diverso. Grazie

  15. sono di Roma e articoli come il tuo possono solo che far piacere a una romana come me… Roma è tutto ciò che hai descritto.. davvero bell’articolo complimenti 🙂

  16. Adoro Roma, ci sono stata purtroppo solo un paio di volte ma ci ho lasciato sempre un pezzetto di cuore! Il tuo tuo post mi ha riportato in giro per le sue strade (che però ho visto solo in primavera) e mi ha fatto venire voglia di tornarci il prima possibile! Grazie per le dritte! 🙂

  17. Super questo post!! Sono stata a Roma a novembre, ho fatto quasi tutte le cose di cui parli e ne ho parlato ampiamente sul blog. Galleria Spada mi è piaciuta tantissimo, la vista dal Giardino degli Aranci è magica, Santa Sabina è sembrata misteriosa anche a me, e su Tonnarello ti do pienamente ragione 🙂
    È vero, si tirano fuori sempre un sacco di luoghi comuni su Roma… ma come non farlo? Lei è veramente qualsiasi cosa tu vuoi che sia 🙂

    1. Grazie mille per questo bel commento!! Ricordo che ci sei stata, e mi sono ampiamente documentata leggendo i tuoi articoli, in particolare quello su dove mangiare 😛 Tonnarello l’avevi consigliato tu, giusto? Beh, direi che è stata una scelta azzeccatissima!!

  18. sempre bella Roma … ci sarà un motivo se la chiamano la città eterna! Troppo caotica per i miei gusti … anche se ci ho studiato 4 anni, non mi sono mai riuscita ad abituare alla frenesia di questa città. Ma ne ho splendidi ricordi e ci torno volentieri se capita l’occasione!

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