Diario di un weekend a Gubbio, fra pizza al tartufo, souvenir di Don Matteo e incontri inaspettati

Categorie diari di viaggio

Sono partita per Gubbio il primo weekend di settembre, col mio ragazzo, una coppia di amici e la loro bimba, stipati in una macchinina decorata da adesivi rosa a forma di stella. Vera giocava con Leo al mostro e la principessa e mangiava dei quadratini di pane da toast di tanto in tanto, alla radio c’erano i Bluvertigo, il tempo non era dei migliori, ma andava bene lo stesso. Una volta arrivati ci siamo sistemati all’Hotel San Marco, un albergo subito fuori dal centro città, un po’ vecchio stile. La nostra stanza era adorabile, col bagno mansardato e una bellissima terrazzina sui tetti del paese, il che mi entusiasmava data la mia sfacciataggine nel voler sempre sbirciare dentro le finestre altrui.

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Gubbio mi piace tutta: le strade medievali di ciottoli e le casette di pietra a vista, i ristorantini all’aperto dovunque si guardi, le Vespe parcheggiate nei vicoli, i gatti pigramente appoggiati sui muretti. Ma in questi tre giorni credo di aver individuato quelle sei-sette cose che potrebbero essere le mie preferite. Se andate a Gubbio, assicuratevi di non perdere:
1) 
la Piazza Grande e la sua aria un po’ metafisica

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2) la funivia totalmente esposta agli elementi che porta alla Basilica di Sant’Ubaldo, preziosa custode degli immensi Ceri trasportati in spalla dai cittadini il 15 maggio di ogni anno, in una frenetica corsa che più folklorica di così non si può

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Come dicevo, la funivia non è particolarmente adatta a chi soffre di vertigini (me compresa), ma vi assicuro che ne vale la pena: la vista dalla cima del Monte Ingino toglie il fiato.

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Per chi proprio non riesce a superare il piccolo dettaglio di essere sballottati a quindici metri d’altezza in una gabbietta di ferro monoposto, c’è sempre un comodo e pratico sentierino che raggiunge la vetta via terra 😉
3) l’Albergo Bosone, set estemporaneo di una famosa scena di Turnè, uno dei miei film italiani preferiti (a proposito, se non avete mai visto Turnè, ecco il segno che aspettavate: GUARDATELO!)

IMG_20170901_201547Potete trovare la scena completa qui

4) il Teatro Romano, dove Vera ha improvvisato uno spettacolo di danza acrobatica per la gioia degli unici e fortunati spettatori 🙂

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5) gli infiniti omaggi a Don Matteo sparsi per tutta la città; non potevo certo esimermi dall’acquistarne qualcuno…

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Il sobrissimo magnete di Don Matteo troneggia ora sul nostro frigo 😀

6) la pizza bianca con la granella di tartufo di Cuor di Pizza

7) la mostra fotografica “Insieme per i monti Sibillini” di Maurizio Biancarelli, allestita all’interno del Palazzo dei Consoli (EDIT: purtroppo è finita il 3 settembre, appena in tempo perché la vedessimo noi): una bellissima raccolta di immagini della flora e fauna dei Sibillini

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8) le enoteche (divertenti soprattutto per chi non regge nemmeno mezzo calice di vino, come la sottoscritta)

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9) ma soprattutto, un incontro imprevisto. Siamo entrati per caso nella Taverna dei Capitani di Palazzo dei Consoli, spinti dalla curiosità. Ci siamo immersi nella mostra al suo interno, dedicata all’incisore bresciano Girolamo Battista Tregambe, morto nel 2015. Roberto, curatore della mostra e amico dell’artista, ci ha accolto e guidato attraverso le sue opere con un amore e un’attenzione singolari.

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Mentre ci spiegava la devozione di Girolamo alla campagna bresciana e ai dettagli infiniti dei suoi boschi, gli occhi gli si sono riempiti di lacrime. Siamo rimasti spiazzati per un attimo, senza sapere dove guardare né cosa dire, messi inaspettatamente di fronte al dolore della perdita di una persona cara. Una persona che per noi non significava nulla, ma a cui oggi anche io ripenso spesso, mentre sfoglio il libretto che ho comprato all’interno della mostra. Penso a come un gesto d’amore, come quello della semplice raccolta e catalogazione delle opere di Tregambe, possa cambiare il corso di parecchie menti, in primis le nostre. Penso a quell’inviolabile velo che ricopre la sfera intima di tutti noi e che per un attimo è caduto dal volto di Roberto. Vorrei fare anche io un piccolo gesto d’amore oggi, e condividere qui almeno una delle sue incisioni.

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“Il moscardino”, 1994. Credits: http://rosaeventi.blogspot.it/

17 commenti su “Diario di un weekend a Gubbio, fra pizza al tartufo, souvenir di Don Matteo e incontri inaspettati

  1. Non sapevo che Gubbio fosse così interessante! Grazie per avermela fatta scoprire, mi toccherà andarci al più presto… soprattutto sulla funivia, adoro queste cose!

    1. Sì, e il bello è che siamo rimasti in contatto… ci ha anche mandato per posta una piccola miniatura dell’artista. E’ una delle cose più toccanti che mi sia capitata in viaggio. <3

    1. Grazie mille per i complimenti, anche il vostro mi piace un sacco! Sono contenta vi sia piaciuto l’articolo 🙂

  2. Gubbio deve essere davvero carina, purtroppo non ci sono mai stata! Ho visitato diverse cittadine in Umbria ma questa mi manca 🙂 diciamo che la pizza al tartufo è decisamente un incentivo per partire!

    1. Assolutamente, ogni volta che ci ripenso mi viene l’acquolina 😀 ma vale la pena anche solo per la bellezza della città!

  3. Mi hanno detto in tanti che Gubbio è molto bella. Non ho visto il film di cui parli e neanche Don Matteo ma non per questo non andrei a farci un giro, anzi!

    1. Ahah, di Don Matteo non sono una grande esperta nemmeno io, anzi in realtà penso che ora lo girino a Spoleto! Ma “Turnè” te lo straconsiglio, così come una gita a Gubbio 😉

  4. Gubbio e Spoleto sono tra le mie cittadine preferite in Umbria, sono spettacolari! Gubbio è un amore a prima vista ed è ancora più bella a natale con il suo mega albero!

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