Appunti di tre giorni sulle Dolomiti

Appunti di tre giorni sulle Dolomiti

Valdaora, 30 agosto 2017

Questi pochi giorni sono stati così intensi che riesco a scrivere soltanto ora, quando mancano ormai meno di dodici ore alla partenza. Finalmente ho incontrato le montagne. Anzi, per meglio dire, mi ci sono scontrata; l’insolazione di ieri sera con tanto di febbriciattola lo dimostra. Allora è vero che le montagne non si lasciano conquistare facilmente. Le Tre Cime di Lavaredo, che abbiamo “domato” ieri, appaiono incombenti, quasi minacciose. Una sensazione di inquietudine e pericolo imminente che non mi ha abbandonata quasi mai, nemmeno quando si sono tinte di rosa nelle ultime ore del pomeriggio. Siamo arrivati già esausti al Rif. Auronzo, dopo due ore di scalata (così è parsa a noi, perlomeno) su un sentiero che non augurerei al mio peggior nemico, superati a intervalli regolari da gruppi di tedeschi e austriaci con passo da vera capretta di Heidi, che chiacchieravano amabilmente mentre noi annaspavamo in cerca di ossigeno. Il tutto a causa di un problema alla cassa automatica del pedaggio stradale – cosa che, comunque, ci ha fatto risparmiare 25 euro.

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Una volta arrivati (dopo un paio di polmoni in meno), abbiamo deciso di circumnavigare le cime, avvolgendogli attorno il lazo invisibile delle nostre impronte. Il ritorno lungo l’altro versante, quello non visibile dal rifugio, ci ha messo a dura prova, soprattutto considerando che quella era la nostra prima giornata di trekking montano. Una specie di paesaggio lunare, una distesa sterminata di pietre bianco latte all’ombra dei tre mostri di roccia, nido di aquile di cui sentivamo solo i richiami lontani. Ammetto con un certo orgoglio che siamo stati fra i pochi ad avventurarsi lungo questo sentiero, per la maggior parte inesistente (forse una frana recente), e per essere alle prime armi ce la siamo cavata piuttosto bene.

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Oggi invece siamo stati al Lago di Braies. Che dire, l’impressione è la stessa che mi ha fatto il Lago di Bled: una meraviglia della natura deturpata e desacralizzata dal turismo di massa. È una cosa antipatica da dire, lo so, soprattutto perché anche noi non eravamo né più né meno che turisti. Ma a volte vorrei che a questi luoghi fosse dimostrato un po’ più di rispetto. Ad esempio, non sarebbe male richiedere un minimo di “sforzo” in più a chi li visita: niente mega parcheggi o ristoranti stellati in riva al lago, un sentiero in mezzo al bosco e ciao. Lo so, è un’ingiustizia anche questa; la verità è che siamo tutti impotenti di fronte al necessario addomesticamento della natura selvaggia.

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Oggi però, mentre camminavo nel silenzio della foresta e la mia testa si riprendeva dagli schiamazzi provenienti dal lago, ho capito una cosa bella: che non importa essere i migliori. È strano come ti prenda subito la smania di eccellere in montagna. Cammini sul sentiero, senti dei passi dietro di te che ti pressano per poi superarti poco dopo, e ti senti un fallimento, una che non andrà mai abbastanza veloce. Ma sui sentieri si cammina in fila indiana proprio per permettere agli altri di superarti agevolmente; perché ognuno vada al proprio passo. Ci si saluta quando ci si incrocia, ognuno inseguendo il proprio destino, guidato dalla propria bussola interiore. Ed è confortante sentire il passo ormai inconfondibile del tuo compagno dietro di te. A volte lo senti canticchiare o commentare qualcosa che attrae la sua attenzione, ma più spesso restate entrambi in silenzio, ognuno concentrato sul proprio cammino, sulle proprie impronte, ma sicuri che l’altro c’è. E questa è una bella cosa.

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35 Replies to “Appunti di tre giorni sulle Dolomiti”

    1. Ciao Laura, grazie per il tuo commento! E’ vero, sono davvero posti bellissimi… come ho scritto nell’articolo, Braies mi ha lasciata un po’ delusa solo per la quantità spropositata di gente che c’era… ma viaggiare in agosto è così per forza 🙂 prossima volta spero di riuscire ad andarci fuori stagione! Un abbraccio

  1. Conosco bene questi luoghi perché è da sei anni che trascorriamo le nostre vacanze estive in Val Pusteria. Non vedo l’ora che arrivi agosto x tornare su quei sentieri!! ; )

    1. Ciao Alessandra! Anche io non vedo l’ora di tornarci! E un altro posto sulla mia wish-list è la Val Visdende 🙂

  2. Ti invidio sai! Le tre Cime non hanno voluto che le conquistassimo, abbiamo beccato una giornata di nebbia fitta e ci siamo fermati al primo rifugio. In compenso sono riuscita a intravederle da altri percorsi ma non è stata la stessa cosa. Al contrario, il lago di Braies lo abbiamo adorato dall’inizio alla fine, prima della partenza e tutt’oggi. Mi hai ricordata che devo ancora raccontarli sul blog.

  3. Margherita ma proprio in un giorno di pioggia come oggi, con i trekking estivi ormai ricordo lontano, devo finire a leggere questo racconto e vedere queste foto STU-PEN-DE? Mi vuoi male?? Ora come minimo mi butto a prenotare la prossima vacanza, in montagna ovviamente. ❤

  4. che paesaggi meravigliosi! Sono stata sulle Dolomiti un anno fa ma non ho fatto questo splendido itinerario che hai fatto tu…troppo bello

  5. Adoro quei posti! Ormai è da sei anni che trascorriamo le nostre ferie estive in Val Pusteria… Conosco bene i posti di cui parli. Ti suggerisco un’altra bellissima escursione. Dal Rifugio Auronzo invece di girare attorno alle Tre Cime vai verso il Monte Paterno…È bellissimo e vedrai le Tre Cime da un’altra angolazione! Non vedo l’ora che arrivi agosto!!!😍😍😍

  6. Sono anni che dico di dover fare un bel viaggio nelle Dolomiti e qui ho trovato un sacco di spunti e foto bellissime

  7. Alla fine spero che la montagna ti abbia conquistata, vista la grande passione che nutro per questi luoghi! Il suo spirito mi sembra che tu l’abbia colto in pieno…è un sapersi ascoltare, oltre ad ascoltare la natura…Tra l’altro più in alto vai più puoi trovare luoghi ancora incontaminati, lontano da grandi parcheggi e ristoranti stellati 😉

  8. Che meraviglia è Braies! E’ stato il mio “battesimo” sulle Dolomiti quindi sono partita subito con il target alto.. a luglio non trovammo tantissima gente, ma certo non si può dire che sia incontaminato.

    1. Purtroppo in estate è affollatissimo, o almeno così l’abbiamo trovato noi… infatti sogno di tornarci in bassa stagione, magari in autunno per ammirare il foliage. 🙂

  9. Che bell’articolo e che luoghi meravigliosi che hai raccontato! Io il Lago di Braies lo ricordo proprio con gli stessi vivi colori delle tue foto, di un verde smeraldo mai visto prima!

  10. Vivo in Trentino ma ti devo dire che non sono mai stata un’amante delle montagne. Nonostante questo, ogni volta che vedo foto come le tue, non capisco più nulla! Alle Tre Cime di Lavaredo ci son stata da piccola mentre il mio viaggio verso il lago di Braies è saltato un paio di volte ma spero di recuperare al più presto!

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